Personalizzazione del nome e del ballo della danza del ventre

Personalizzazione del nome e del ballo della danza del ventre

E’ giusto ribattezzare un’arte o una danza con un nome differente da quello che viene utilizzato nell’identificarla nel linguaggio comune.

Alcuni insegnanti quando approcciano con una nuova classe di allievi sostengono che sia un’opzione più che valida, quella di scegliere un nome per identificare la propria danza.

Ogni allievo naturalmente deve utilizzare un nome identificativo che indichi ciò che maggiormente lo avvicina al proprio ballo, così come lo si da ad un bambino appena nato.

Nelle antiche civiltà egiziane era di utilizzo comune accomunare azioni quali la “nutrizione” e la “nomina” di un essere vivente, proprio per il motivo che secondo queste culture, nominare un essere vivente significava allo stesso tempo nutrirlo, dargli il modo di progredire nel tempo attraverso la crescita che come appunto tutti sappiamo, parte dall’identificativo primordiale del nome proprio di un essere che nasce, come se in qualche modo il nome sia attribuito direttamente alla sua matrice.

Offrendo perciò un nome, offriamo una specie di consapevole esistenza, che si tratti o meno di un’arte o di un essere vivente, è il primo sintomo di amore e riconoscenza per quel dato elemento al quale noi stessi vogliamo avvicinarci.

Inoltre la scelta del nome rappresentativo è un buon esercizio per smuovere sia curiosità che idee nel soggetto che deve ora iniziare a seguire il suo lungo percorso di lezioni, ed è un metodo per creare un ostacolo di partenza che può essere oltrepassato o da l’inventiva, dallo studio delle nozioni basiche della danza del ventre o di qualsiasi altra disciplina coreografica ed artistica.

E’ inoltre molto rilevante soffermarsi sulle cause delle scelte di ogni singolo nome, poiché ad ogni persona che sta per trasformarsi in allievo, corrispondono stereotipi e punti di visione artistica e culturali differenti, così come funziona ad esempio per i Tatuaggi all’interno dell’ambito sociale, i quali assumono un particolare valore intrinseco e profondo, nel caso in cui effettivamente possiedono realmente anche un significato sottostante alla bellezza che possono superficialmente rappresentare.

Il significato stesso delle opere è una delle attribuzioni di maggior valore, ed è ciò per il quale la gente ama oppure non sopporta le cose (che si tratti di arte o meno).

Importante oltremodo è dunque scegliere un nome che non sia attribuito al caso, ma per lo meno attraverso un lieve ragionamento, scavando come primo esercizio di approccio alla bellydance nella superficie della nostra mente e della nostra anima.

La danza del ventre orientale possiede di base vari nomi, quelli più conosciuti sono appunto danza del ventre o bellydance (proveniente dall’America), ma possiede tantissimi altri nomi di nicchia provenienti dal Medio Oriente come: “Raqs Sharqi”, “Danza dell’Est”, “Danza Orientale” ed altri ancora meno utilizzati e conosciuti.

Utilizzando questi nomi differenti, è possibile arguire come è inoltre possibile adottare punti di vista diversi per la stessa disciplina artistica, quindi non solo Danza del Ventre, ma anche una danza proveniente dall’estremo Est, dai Paesi Orientali, la danza delle bellissime odalische e dei loro veli colorati e cangianti.

La stessa struttura tecnica della bellydance cambia a seconda delle nomenclature, dato che essa stessa non viene riconosciuta o classificata sotto un unico e medesimo nome, ecco che anche tutti i passi della quale viene composta non vengono catalogati al di sotto di una stessa ed unica codifica.

Non cedendo a dei semplici stereotipi, la danza diviene nostra a tutti gli effetti, in tal modo si trasforma nella nostra danza del ventre personale e personalizzata.